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Osteonecrosi

Condizione di infarto del tessuto osseo che porta alla morte delle cellule nel distretto corporeo colpito

Osteonecrosi

Cos’è l’osteonecrosi

L’osteonecrosi è un infarto focale, ovvero la morte cellulare del tessuto osseo. 

Contrariamente alla credenza popolare, l’osso è un tessuto vivo che ha bisogno sia di sangue che di ossigeno per sopravvivere: quando questi elementi vengono a mancare, le cellule che lo compongono vanno incontro a morte prematura, con l’insorgenza della patologia chiamata osteonecrosi

Questa condizione è caratterizzata dalla comparsa di minuscole fratture del tratto osseo interessato e, nei casi più gravi, può portare al collasso osseo

I fattori che concorrono alla manifestazione di osteonecrosi possono essere molti, da processi ischemici a fratture, fino a trombosi intravascolare.

Quali sono i sintomi dell’osteonecrosi 

Molto spesso, durante gli stadi iniziali, questa patologia rimane silente e asintomatica. In seguito, compare dolore e si verificano fratture, perché l’osso che diventa necrotico, con il passare del tempo può cedere e collassare. 

Le ossa più colpite sono quelle lunghe, quindi si verifica più di frequente l’osteonecrosi della testa del femore o quella dell’omero. 

Le manifestazioni cliniche dipendono sia dall’estensione che dalla localizzazione dell’infarto osseo e il dolore, segno tipico che si sviluppa in maniera graduale, è aggravato dal movimento e dal carico, mentre diminuisce in stato di riposo. 

Tra i sintomi dell’osteonecrosi troviamo:

- Dolore
- Limitazione nel movimento
- Collasso dell’articolazione 
- Comparsa di artrosi grave 
- Ipotrofia dei muscoli 

Ovviamente, le manifestazioni cliniche differiscono anche in base alla localizzazione dell’insulto vascolare.

I sintomi dell’osteonecrosi della testa del femore influiscono sul movimento e sulla camminata, mentre, i sintomi dell’osteonecrosi mandibolare vertono più sulla difficoltà di masticare e parlare.

Quali sono le cause dell’osteonecrosi

Come accennato, i fattori che contribuiscono a questa condizione sono moltissimi, ma alla base sussiste sempre una diminuzione estremamente rilevante dell’afflusso di sangue al tessuto osseo.

Possiamo dividere le cause in tre macro gruppi: traumi, patologie e reazione ad alcuni farmaci.

In sostanza, molti fattori predisponenti sono simili a quelli che causano la trombosi con necrosi dei tessuti, come un infortunio a un’articolazione che pregiudica il normale funzionamento del torrente circolatorio. 

Le reazioni ad alcuni farmaci o, per essere precisi, reazioni al sovradosaggio di alcuni farmaci, sono causa diretta della comparsa di necrosi del tessuto osseo. 

L’osteonecrosi da bifosfonati, ad esempio, colpisce la mandibola. 

Tra le cause di osteonecrosi possiamo citare:

- Fratture, lussazioni, slogature articolari 
- Radioterapia 
- Anemia falciforme 
- Abuso di alcol
- Dosi elevata di corticosteroidi e bifosfonati
- Diabete
- Malattia da decompressione
- Trombosi arteriosa
- Artrite reumatoide 

Inoltre, una piccola casistica di soggetti affetti da osteonecrosi sviluppa questa patologia senza alcuna ragione precisa: in questo caso si parla di osteonecrosi idiopatica

Osteonecrosi: i rimedi del farmacista

La cura per l’osteonecrosi si effettua tramite l’utilizzo di farmaci per alleviare la sintomatologia e rallentare la progressione della necrosi ossea, la fisioterapia e il riposo. 

I farmaci più utilizzati sono antinfiammatori come il Brufen in compresse o altri FANS come Moment Act in bustine, che alleviano gli stati dolorosi e riducono l’infiammazione. 

Anche i farmaci per l’osteoporosi, come i bifonfonati, possono essere utili a rallentare la progressione di questa patologia. Ovviamente, non si deve abusare di questi farmaci poiché, come accennato, uno degli effetti collaterali è proprio l’osteonecrosi della mandibola

Per prevenire i coaguli e migliorare la circolazione del sangue, oltre a farmaci antiaggreganti, è molto utile far uso di alcuni integratori come Viviflux in capsule

Quando queste terapie falliscono, o il processo necrotico è troppo esteso, si ricorre alla chirurgia attraverso diversi approcci, come la rimozione della porzione di osso malato per stimolare la parte sana a generare nuovo tessuto, il trapianto osseo o, nei casi più gravi, l’inserimento di una protesi articolare. 

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